INCONTRO NAZIONALE DELLA RETE DELLE BIBLIOTECHE DELLA LEGALITÀ

04.11.2017 10:54

Viaggio nella Costituzione Italiana - Valeria Cigliola (Magistrato):  Una "guida" semplice e pratica per affrontare, a scuola, i temi della legalità e della responsabilità per educare i giovani a una cittadinanza consapevole.

Leggere (e scrivere) a Nisida -Maria Franco (insegnate presso il carcere Minorile di Nisida)Pochissimi tra i ragazzi del carcere di Nisida, se non fosse obbligatorio, sceglierebbero di frequentare la scuola. È quindi indispensabile che i docenti adottino percorsi che consentano ai ragazzi di potersi sperimentare a scuola, come soggetti protagonisti di un processo di apprendimento libero, consapevole e interessante.

La morale non è un favola  Massimo De Nardo (Editore Rrose Selavy): A cosa servono le parole? A nominare il mondo, a dare un nome alle proprie emozioni. Più parole conosco più strumenti avrò per esprimermi e per farmi capire.

Libertà e vincoli: buone storie da leggere. ascoltare, guardare - Silvana Sola (presidente IBBY Italia): La bibliografia del progetto BILL è arrivata a 202 titoli scelti per la loro qualità più che per una pedissequa aderenza al tema della legalità, nella convinzione che nei buoni libri le trame siano molteplici e i valori siano infiniti.

Storie a rischio, storia e rischio. Contro la retorica della legalità - Fabrizio Silei (scrittore): Ogni volta che raccontiamo storie buoniste, politically correct, edulcorate, pavide, noi tradiamo il nostro compito, eliminando il rischio della ferita, rendiamo impossibile l’esperienza, la crescita, la crisi, e quindi ogni benedizione per chi legge. 

Educazione alla legalità e all’antimafia nella scuola italiana (1980-2015). Il caso siciliano” - Martina Mazzeo (Osservatorio sulla Criminalità Organizzata -Milano): Una panoramica della ricerca che l'Osservatorio sulla Criminalià Organizzata sta svolgendo e un approfondimento sul caso siciliano in quanto incubatore esemplare delle principali esperienze educative nello scenario italiano.

Ogni volta che raccontiamo storie buoniste, politically correct, edulcorate, pavide, noi tradiamo il nostro compito, eliminando il rischio della ferita, rendiamo impossibile l’esperienza, la crescita, la crisi, e quindi ogni benedizione per chi legge.