2018 12 10 CREMI

10.12.2018 17:00

CREMI - 15 ANNI TRA INTERCULTURA, INCLUSIONE E GRANDI CAMBIAMENTI SOCIALI

“CONOSCERSI PER COMPRENDERSI”  

APITO

Tra il nostro Istituto ed il CREMI tante le collaborazione e le attività comuni portate avanti negli anni: da Fano città delle Bambine e dei Bambini a M’illumino di premi, a laboratori artistici, musicali e teatrali.  L’obiettivo comune è costruire ponti cioè mettere in comunicazione realtà diverse.  Particolarmente preziosa, in questo senso, la presenza pluriventennale della Consulta degli Studenti che nella nostra scuola si occupa in maniera fattiva e concreta di questi temi. 

Il nostro Istituto da tempo, infatti, sta provando ad accettare la sfida di abbandonare vecchie appartenenze per costruirne di nuove che includano le ricchezze dei molti aspetti di altre culture.  Sicuramente ciò che più ci caratterizza in questo senso  è la  partecipazione pluriennale al progetto dell’Associazione APITO che vede uno stretto rapporto di collaborazione e solidarietà tra la scuola Brasiliana, fondata a Camaçari dal sacerdote fanese Paolo Tonucci e le nostre classi dei tre ordini.  Tutto nacque dallo psicopedagogo Francesco Tonucci (fratello di Paolo) che suggerì il coinvolgimento della scuola dell'infanzia Collodi di Gimarra di Fano in cui operava come insegnante Paola Conversano.  La scuola accettò con entusiasmo e Paola  divenne  la responsabile del progetto  denominato “Crescer Juntos”  che prevedeva  la condivisione dei percorsi educativi e didattici delle due scuole e la nascita di un’amicizia autentica, fatta di scambi di idee, materiali, progetti e maestre.   Dal 2004 ad oggi, il progetto ha rappresentato un percorso di crescita e di conoscenza reciproca e personale non solo all’interno delle due scuole interessate ma anche per tutti noi: sempre più classi dell’intero Istituto sono state coinvolte in attività e iniziative inserite nei diversi gradi di scuola, grazie alla disponibilità e alla sensibilità dimostrata dagli insegnanti e dai dirigenti scolastici succedutisi negli anni.  La strategia educativa è stata ed è quella di inventarsi e costruire occasioni intorno ad un centro di interesse comune che avesse anche caratteristiche di solidarietà e di cooperazione oltre che di divertimento, di protagonismo e di autorealizzazione, favorendo la dimensione dell’affettività.    Allora: pranziamo insieme  gustando una buonissima Feijoada; giochiamo con i Brinquedos, giochi matematici che uniscono la matematica all’inteculturalità; organizziamo raccolte fondi tramite l’organizzaione di mercatini e di eventi.  Abbiamo festeggiato il decennale del progetto studiando e drammatizzando poi La storia del Brasile a fumetti (realizzato da don Paolo stesso); lo abbiamo ricordato nel ventennale della morte presentando un lavoro di ricerca ed approfondimento sulla sua figura e allestendo una mostra fotografica.  Recentemente abbiamo scritto un libro sulla figura e sul lavoro di Delia Boninsegna che continua con grande tenacia il suo percorso, difficile ma pieno di speranze.  Cerchiamo di ricordare don Paolo perché il suo messaggio è  oggi particolarmente attuale e perché da lui tutto è cominciato: dai suoi principi ed insegnamenti, dal suo lavoro  dedicato agli ultimi, ai dimenticati, dalla forza della sua testimonianza cristiana.

MIGRANTI

La seconda attività, che vogliamo proporre alla Vostra attenzione, concerne il nostro lavoro sui Migranti: cercando di capire perché, nonostante i tanti rischi, che purtroppo spesso si concretizzano, ancora oggi centinaia di persone, affrontano viaggi impossibili.  Il nostro, di viaggio, è partito tanto tempo fa e ancora oggi va avanti con la consapevolezza che, seppur la meta sia, purtroppo, ancora lontana, ne vale la pena.  

Abbiamo incontrato persone che si sentono immigrate in patria

MIRELLA BUDINIS ci ha narrato la storia dei propri genitori che, insieme a migliaia di istriani e dalmati italiani, per le terribili vicende degli anni che vanno dal 1940 al 1948, si sono trovati “esuli in patria”.   SABRINA GOUIZI, la nostra amica italo-algerina ci ha raccontato come spesso le capiti di sentirsi algerina in Italia e Italiana in Algeria. 

Persone che, in qualche modo, ce l’hanno fatta:

Il Signor MENDY è segretario generale dell’Associazione Cittadini Senegalesi di Fano che mette in pratica la solidarietà tra i soci, favorisce l’inclusione sociale dei Senegalesi presenti sul territorio, promuove la conoscenza del proprio paese e della propria cultura tra i Fanesi, per combattere il razzismo incoraggiando lo scambio culturale.  RAFAEL NUNEZ, nato nella Repubblica Dominicana, ha coronato il suo sogno di arrivare in Italia grazie ad una borsa di studio. Ce lo hanno presentato a scuola gli autori di “RADICI - L’altra faccia dell’immigrazione” un programma di RAI3 che, attraverso immagini, esperienze, testimonianze e viaggi narra storie dell’immigrazione regolare.  Gli immigrati ritornano nei loro Paesi di origine e narrano i propri luoghi, i propri affetti, il proprio popolo.  Abbiamo partecipato con alunni della Consulta alla cerimonia di conferimento della cittadinanza onoraria a DIVANE, il bambino camerunense nato sulla nave DIGNITY1 di Medici senza Frontiere.

Persone e Associazioni e Cooperative che cercano di aiutare donne e uomini nel proprio Paese

Abbiamo ospitato e ascoltato alcune esponenti del CISDA, l’Associazione che, lavorando in partnership con altre organizzazioni provvede all’istruzione e all’assistenza di bambini afgani fornendo alloggio, alimentazione e assistenza sanitaria si adopera per proteggerli dalla discriminazione sociale e dalla violenza, difendendo i loro diritti.  L’AFRICA CHIAMA e AFRICA MILELE: che ci hanno parlato soprattutto dei progetti di cooperazione,  soprattutto di quelli destinati all’infanzia, per lo sviluppo del continente africano.  SHADHILLY che, trattando direttamente in loco il prodotto e commercializzando caffè crudo e torrefatto persegue un commercio equo e solidale.

Persone che il viaggio lo hanno fatto davvero!

Abbiamo iniziato un anno scolastico con la proiezione, nel cortile del nostro Istituto,  di  FUOCOAMMARE.  Abbiamo incontrato, grazie alla Consigliera comunale Carla Luzi ed alla Coop. Labirinto, giovani provenienti dall’Africa che risiedono a Roncosambaccio. Ci hanno raccontato terribili storie di soprusi, violenze, ingiustizie e, soprattutto del VIAGGIO:

FITH ha raggiunto la Libia camminando per due mesi e viaggiando su di un camion per altri 4 mesi. Con un po’ di pane e acqua: e con l’incubo di essere gettata giù dal camion. In Libia è stata in carcere per 6 mesi perché cristiana. A Lampedusa fu finalmente soccorsa.  Sogna di poter andare a scuola.  RAFAITS, A 20 anni lei e la sorella sono riuscite a scappare insieme e raggiungere la Libia dopo un viaggio di 4 mesi senza cibo e acqua; ha visto molte persone che viaggiavano con lei addormentarsi e non risvegliarsi!  Durante il viaggio è scomparsa la sorella di cui non ha più notizie. Ha tentato anche il suicidio.